Mobilità

L’ISTAT in occasione del Censimento della popolazione del 21 ottobre 2001 ha rilevato i dati degli spostamenti dei residenti per motivi di studio e lavoro. Come viene riportato nel documento dell’Istituto Nazionale di Statistica: «le informazioni riguardano gli spostamenti quotidiani effettuati tra un luogo di partenza (alloggio di dimora abituale) e uno di arrivo (luogo di studio o di lavoro). Sono quindi compresi anche gli spostamenti all’interno di uno stesso comune. Le informazioni sono relative al motivo dello spostamento, al luogo di destinazione, al tempo impiegato, al mezzo di trasporto utilizzato».
Come la stessa descrizione chiarisce, si tratta di dati parziali rispetto all’universo degli spostamenti che si compiono sul territorio, in quanto non sono compresi tutti gli spostamenti per ragioni diverse da quelle di studio e di lavoro (spostamenti per gli acquisti, per accedere ad uffici e servizi, per le relazioni familiari e sociali, per il tempo libero, per il trasporto merci ecc, ...); sono anche esclusi i movimenti per studio e lavoro che non hanno una pendolarità giornaliera.
Ciononostante, il loro esame risulta assai interessante, poiché è l’unica fonte di cui disponiamo che rilevi, simultaneamente, su tutto il Paese, la mobilità pendolare della popolazione; peraltro, questa tipologia di movimenti è tra quelle che più marcatamente denota i rapporti di dipendenza/attrazione tra i comuni.

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