Variante di adeguamento alla normativa regionale (L.R. 6/2009)

La LR 6 luglio 2009, n. 6 “Governo e riqualificazione solidale del territorio” ha modificato in maniera sostanziale la “disciplina generale sulla tutela e l’uso del territorio” della Regione Emilia-Romagna (LR 20 del 2000), introducendo importanti e positive innovazioni nel campo della qualificazione del patrimonio edilizio abitativo, della disciplina sul governo dei processi di trasformazione del territorio, dell’edilizia residenziale sociale, della semplificazione e accelerazione dei procedimenti.

 Le modifiche introdotte dalla LR 6/2009 ribadiscono e rafforzano le competenze fondamentali della Provincia nel processo di formazione degli strumenti urbanistici comunali, competenze che si estendono dalle valutazioni urbanistiche dei piani in merito alla conformità al PTCP alle valutazioni della sostenibilità ambientale e territoriale dei piani stessi.

 La dimensione provinciale appare infatti come quella più adeguata per la soluzione delle questioni di pianificazione territoriale, infrastrutturale ed ambientale di “area vasta”, questioni cioè che non possono essere risolte alla sola scala comunale.

 Sono infatti temi di area vasta quelli posti dalla LR 6/2009 e affidati alle Province attraverso i loro PTCP: le politiche per l’edilizia residenziale sociale; la definizione delle condizioni e dei limiti per contenere il consumo di suolo, la definizione dei requisiti di sostenibilità ambientale e territoriale per le previsioni urbanistiche di rilievo sovracomunale.

 

1. Edilizia residenziale sociale

La L.R. 6/2009 inserisce l’edilizia residenziale sociale (ERS) fra gli obiettivi e i contenuti primari degli strumenti della pianificazione  territoriale ed urbanistica.

A tale scopo la legge ricomprende gli interventi di ERS tra le dotazioni territoriali di cui occorre assicurare la realizzazione, così come già avviene per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.

L’art. A-6 bis della L.R. 20/2000, così come modificato dalla L.R. 6/2009, prevede che “il PSC stabilisce il fabbisogno complessivo di alloggi di edilizia residenziale sociale.”

Il terzo comma dello stesso articolo stabilisce che il PTCP, in conformità agli indirizzi del PTR e agli atti regionali di programmazione, può motivatamente ampliare o ridurre, con riguardo ai singoli Comuni, la quota del 20 per cento di alloggi di edilizia residenziale sociale, per adeguarla alle specifiche situazioni locali.

Per svolgere l’adeguamento del PTCP sul tema della ERS occorre partire dall’analisi della situazione esistente, evidenziando le eventuali carenze pregresse (analisi del patrimonio di ERS esistente e previsioni di ERS negli strumenti urbanistici vigenti).

In particolare nel quadro conoscitivo è stata approfondita l’analisi dei Comuni con “tensione abitativa, valutando i dati relativi alla numerosità degli sfratti, alla requisizione di alloggi per il mancato pagamento dei ratei dei mutui, alla presenza di popolazione straniera.

La situazione attuale dell’offerta di ERS, disaggregata per Comune, è stata poi confrontata con la domanda inevasa di ERS (valutazione delle graduatorie e dei bandi comunali) e con le stime del fabbisogno abitativo di ERS per i prossimi anni principalmente basate sulle proiezioni demografiche, al fine di determinare successivamente le quote comunali di ERS.

  

2. Consumo del suolo

Il dibattito culturale e disciplinare, in tema di consumo di suolo, è concorde su un assunto principale: il suolo è una risorsa esauribile e preziosa per l’ambiente e per il paesaggio e, pertanto, diventa un aspetto centrale delle politiche urbane e territoriali.

Nella difficile situazione attuale, sempre più critica, risulta evidente come gli strumenti della pianificazione territoriale ed urbanistica, per essere efficaci dovrebbero essere adeguatamente supportati da misure fiscali generali che disincentivino l’uso di nuovi suoli a favore del recupero delle aree dimesse o sottoutilizzate. La LR 6/2009 affida alle Province il compito di definire, attraverso il proprio PTCP, le soglie massime di consumo di suolo per categorie di Comuni, in coerenza con le indicazioni del PTR e con gli obiettivi generali della pianificazione, che ammettono le previsioni di consumo di nuovo territorio “solo quando non sussistano alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione” (art. 2 LR 20 modificata). Il nuovo art. 26 della LR 20/2000 prevede infatti che il PTCP “definisce i bilanci delle risorse territoriali e ambientali, i criteri e le soglie del loro uso, stabilendo per tutto il territorio provinciale le condizioni e i limiti al consumo di territorio non urbanizzato”.

Per la definizione delle norme di PTCP relative alle condizioni ed ai limiti cogenti di consumo di territorio non urbanizzato, nell’ambito del Quadro Conoscitivo è stata sviluppata una approfondita analisi territoriale, partendo dagli studi esistenti sulle dinamiche evolutive del consumo di suolo in una serie storica significativa.

 

3. Requisiti di sostenibilità territoriale e ambientale

Il già citato art. 26 della LR 20/2000, così come modificata dalla LR 6/2009, prevede che il PTCP definisca anche “i requisiti di sostenibilità territoriale e ambientale delle previsioni urbanistiche comunali che comportano rilevanti effetti che esulano dai confini amministrativi di ciascun ente”.

Si tratta di un contenuto del PTCP strettamente legato alle attività di valutazione degli strumenti urbanistici comunali svolte dalla Provincia, che in questo modo potrà assumere un ruolo più efficace di coordinamento generale delle scelte urbanistiche comunali e di valutazione dei loro effetti ambientali e territoriali.

La definizione dei requisiti di sostenibilità territoriale ed ambientale  è infatti finora stata limitata alle scelte di carattere sovracomunale definite dalla legge regionale e obbligatoriamente previste nel PTCP: aree produttive di rilievo sovracomunale e poli funzionali.

E’ indubbio che vi siano altre previsioni urbanistiche comunali che producono effetti di carattere sovracomunale, sia in ragione la loro localizzazione (ad esempio in prossimità del confine comunale o all’interno di aree intercomunali di rilievo ambientale o  paesaggistico) che della loro natura o dimensione (ambiti per nuovi insediamenti residenziali di particolare rilievo, centrali per la produzione di energia da fonti rinnovabili, interventi idraulici significativi, attività estrattive, ecc.).

Si tratta in sostanza di integrare la Valutazione di Sostenibilità Ambientale e Territoriale (VALSAT) del PTCP vigente, elaborando delle schede con requisiti prestazionali di sostenibilità per le previsioni urbanistiche di carattere sovracomunale da individuarsi in normativa.

 

La variante in oggetto è costituita dai seguenti elaborati:

Quadro Conoscitivo

 

Progetto

Allegato: 

Relazione QC.pdf (34.43 MB - pdf)
Soil Sealing 2008.zip (11.83 MB - zip)
VALSAT.zip (2.37 MB - zip)