L’art.3 della Legge regionale N.8/2004 prevede la possibilità di attivare servizi sperimentali in particolari situazioni sociali e territoriali, ovvero per fare fronte a bisogni emergenti.
Vengono indicate due tipologie di servizi sperimentali promossi in particolare dalla Regione e dagli Enti Locali:
l’educatore domiciliare che svolge l’attività in uno spazio dedicato all’interno del proprio domicilio o in altro contesto a ciò dedicato
l’educatore familiare che si realizza tramite un accordo tra alcune famiglie con bambini di età inferiore ai tre anni che decidano di mettere a disposizione uno dei loro domicili, ovvero uno spazio domestico adeguato, per l’affidamento dei figli in modo stabile e continuativo a educatori con specifiche caratteristiche professionali e appositamente formati a questo scopo.
La direttiva regionale n.646 del 20 gennaio 2005, pubblicata sul BUR n.22 del 14 febbraio 2005 al punto 7 fissa i requisiti organizzativi e strutturali di questi servizi.
Possono essere attivate altre iniziative a carattere sperimentale, nel caso l’iniziativa provenga da un soggetto gestore privato il Comune ne deve essere informato.
Ai servizi sperimentali, in quanto servizi educativi per la prima infanzia, si applica comunque il comma 1 dell’art.16 della legge regionale che prevede l’autorizzazione al funzionamento, ad esclusione del servizio di educatrice domiciliare.
Attualmente nella Provincia di Parma sono in corso le SEGUENTI SPERIMENTAZIONI:
Comune di Felino Educatrice domiciliare
Comune di Parma Educatrice domiciliare e familiare
Comune di S.Secondo Educatrice domiciliare
Comune di Salsomaggiore Educatrice domiciliare non convenzionato con il Comune.
Comune di Medesano Educatrice domiciliare